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Il web per il commercialista: tecniche e strategie

Il web per il commercialista: tecniche e strategie

08/03/2016
Scritto da: Giorgia Zerman
Carica la macchina con i roll-up e le cartelline, ma ci sono tutte le cartelline?
E le penne? La cravatta l’hai stirata ieri sera? Si, e anche il completo è pronto.
Accendi la macchina, vai che è tardi, non trovo parcheggio, ma perché a Verona non si trova mai parcheggio?
Scendi, dai corri…eccoci.


Alle 9 sono già arrivati quasi tutti, anche gli amici di Studio Impresa che ci hanno aiutato a realizzare l’evento. La sede di Banca Popolare di Verona è veramente molto signorile, in pieno centro, ed è bello vedere le sedie che pian piano si riempiono.
Riusciremo a interessarli per 3 ore di fila? Saremo in grado di stimolare la loro attenzione e convincerli che il web è la strada giusta per incrementare il loro business? Si sa, i commercialisti (di cui è costituito il pubblico di oggi) seguono tendenzialmente una linea di pensiero tradizionale, sono abituati a lavorare in modo ferreo seguendo adempimenti e normative, c’è il rischio che vedano il web come un diversivo simpatico da non prendere tanto sul serio.

Dati e scenari
Francesco 
è il primo relatore. A lui spetta il compito di fornire i dati per comprendere quanto utilizziamo Internet in media ogni giorno, al lavoro via pc, o a casa dal tablet o dallo smartphone. Alcuni numeri fanno quasi paura, per esempio esistono 28 milioni di account sui social media, e il più usato è Whatsapp, seguito da Facebook e Skype. Ma la slide che è piaciuta di più di questa introduzione è questa che vedete qui sotto. Dalla posizione eretta alla posizione chinata sullo smartphone, come la nostra Giorgia, copywriter che twitta in real time come una pazza. Ah, ovviamente avevamo l’hashtag ufficiale dell’evento: #commercialistaweb

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Strategia per gli studi professionali
Entriamo nel vivo dell’argomento e Ivan comincia a parlare dei fondamenti del webmarketing come il posizionamento sui motori di ricerca, il motivo per cui è necessario che la nostra azienda sia ai primi posti per quella determinata keyword e gli annunci a pagamento forniti dai principali motori come Google e Bing.
Si passa poi ad una tematica più tecnologica, ovvero il metodo esponsive che permette di adattare la struttura del sito web anche su schermi ridotti come quelli degli smartphone. Le call to action sono un ulteriore spunto interessante dell’esposizione, con una significativa carrellata di esempi di successo per capire quale linguaggio utilizzare per riuscire a trasformare l’utente da passivo ad attivo. Lo strumento che ci permette di avere una panoramica completa e dettagliata sulle visite e sull’andamento del nostro sito è Google Analytics, gratuito e con tantissime funzionalità.

Cosa comunicare sul sito web
Per avere un sito web ottimizzato, è necessario che i contenuti siano ben scritti e ben strutturati per l’utente finale (quella che si definisce user experience); inoltre ragionare in modo diverso da come si è sempre fatto può fornire delle valide opportunità. Ad esempio: una pubblicazione ufficiale o una circolare può trasformarsi in una news per il nostro sito web e, se l’argomento è particolarmente interessante, può essere veicolato sui social media. Un accenno va anche alle newsletter, strumento fondamentale per fidelizzare i nostri clienti e che ci restituisce delle statistiche precisissime sull’andamento di ogni campagna.

LinkedIn per il professionista
Entriamo nel vivo dei Social Media con l’ultimo intervento di Giorgia che ci spiega a cosa serve LinkedIn e come utilizzarlo al meglio da un punto di vista professionale. Si analizzano quindi gli elementi principali del profilo personale e della pagina aziendale, si scoprono i gruppi come luogo virtuale dove innescare argomentazioni specialistiche con target mirati e infine alcune regole di buona educazione da mantenere sul social.

Li avremo tramortiti o spaventati con tutte queste informazioni? 
I nostri commercialisti sono stati vigili e attenti per tutta la durata dell’esposizione, gli sbadigli si contano sulle dita di una mano, e alla fine ci sono state alcune domande molto interessanti che hanno stimolato un confronto costruttivo.

Soddisfatti e arricchiti, chiudiamo i pc, salutiamo i follower che ci hanno seguito su Twitter e pensiamo già alla prossima iniziativa. Unico rammarico? Esserci dimenticati di fare il selfie finale con tutti i partecipanti. Pazienza, ce lo ricorderemo la prossima volta e ora ce ne torniamo in ufficio.

…ma le cartelline avanzate le hai prese? E le penne?
Scritto da: Giorgia Zerman

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