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Campagne Pay Per Click, qual è lo strumento migliore?

Campagne Pay Per Click, qual è lo strumento migliore?

28/10/2015
Scritto da: Alberto Manara
A lungo hai pensato che la pubblicità tradizionale fosse l’unico mezzo per far conoscere la tua azienda e i tuoi servizi, ma forse ti sei accorto che a fronte di una spesa economica importante, non hai ottenuto i risultati che ti aspettavi e non sei riuscito a monitorare con precisione l’investimento effettuato.
Il rimedio a questo si chiama: campagna pay per click. Grazie alle pubblicità su internet è possibile ottenere la visibilità sperata verso il target di riferimento e avere un prospetto concreto dei cliccatori.
 
Google AdWords, Facebook ADS, LinkedIn ADS: sono mezzi diversi, che funzionano in maniera diversa e possono portare risultati diversi. Conoscerli prima di avviare una campagna può aiutarti ad evitare inutile spreco di tempo e denaro.
 
Investire in una campagna pay per click può essere un ottimo modo per ottenere traffico profilato sul sito e raggiungere obiettivi diversi, quali l’esposizione di un brand, la generazione di lead profilati o l’aumento degli acquisti su un e-commerce. Obiettivi molto diversi tra loro, per i quali questi strumenti possono rivelarsi più o meno efficienti, a seconda del settore e della zona geografica.

Google AdWords: chi cerca trova!
 
Adwords ci consente di pubblicare annunci testuali all’interno dei risultati di ricerca di Google. I potenziali clienti usano Google per cercare informazioni, servizi e prodotti: il nostro annuncio dovrà quindi fornire una risposta esaustiva e puntuale a queste richieste. Più il nostro annuncio sarà pertinente con la chiave di ricerca, maggiore sarà l’efficacia della campagna.
 
Questo strumento si adatta con relativa facilità ad ogni obiettivo:
  • puoi far visualizzare il tuo brand associato a determinate parole chiave per ottenere brand awareness;
  • puoi portare traffico qualificato sul tuo sito, mostrando gli annunci solo alle persone che sono alla ricerca di qualcosa di specifico, aumentando la possibilità di ottenere lead profilati;
  • puoi promuovere la vendita diretta dei tuoi prodotti tramite un e-commerce, sfruttando anche una campagna di tipo Shopping;
 
Ciò che fa la differenza è la scelta delle parole chiave, che possono dirigere la campagna verso un’utenza di massa B2C, o convogliare un traffico più limitato ma selezionato, e quindi più propenso a divenire un cliente. Utilizzare parole chiave troppo generiche per una campagna di lead generation B2B può rivelarsi un inutile spreco di risorse: meglio selezionare con cura le parole chiave strettamente legate al nostro ambito. Ricordati che si paga a click, e far cliccare utenti non in linea significa spendere soldi per nulla!
 
Sul mercato italiano ed europeo Google ha una posizione dominante (più del 90% delle ricerche) e quindi risulta l’unico strumento in grado di dare risultati con continuità. Se però vuoi rivolgerti a mercati esteri, ad esempio USA, puoi valutare di pubblicare i tuoi annunci anche su altri motori di ricerca, come ad esempio Bing.
 
Google Display: dimmi che siti guardi, e ti dirò chi sei
 
Gli annunci possono essere testuali o in formato immagine, e vengono pubblicati in banner presenti su siti, blog e forum. Puoi scegliere dove pubblicare l’annuncio in molti modi:
  • solo su siti che trattano uno specifico argomento;
  • solo sui siti che contengono determinate parole chiave;
  • solo ad utenti che appartengono ad una determinata profilazione geografica e demografica;
  • solo ad utenti che, tramite le ricerche effettuate e i siti visitati, hanno manifestato un determinato interesse.
 
Le differenze con la campagna su rete di ricerca sono essenzialmente due:
  1. Minor precisione nella profilazione: per quanto accurate possano essere, le categorizzazioni non saranno mai precise come la ricerca di una parola chiave. Pertanto gli annunci saranno visualizzati anche da pubblico fuori target;
  2. Mentre su AdWords si risponde ad una richiesta esplicita, qui la domanda è latente e quindi è necessario attirare l’attenzione di utenti che stanno visitando un altro sito, e convincerli a cliccare sul banner. La comunicazione deve essere quindi ancor più persuasiva e , se possibile, è opportuno mostrare un’offerta allettante.
 
Queste differenti caratteristiche rendono questo strumento valido nelle campagne che hanno come obiettivo la brand awareness (è possibile dare molta esposizione ad un marchio a costi molto contenuti rispetto ai media tradizionali), ma meno adatto a obiettivi quali la vendita diretta e la lead generation. Può risultare tuttavia utile per integrare campagne di altro tipo con una funzionalità di remarketing, attraverso la creazione di un pubblico personalizzato, e aiutare così a migliorare il tasso di conversione del nostro sito web.
 
Facebook ADS: è una questione di interessi
 
Tramite la sua piattaforma di annunci, Facebook consente di mostrare un messaggio (immagine accompagnata da testo) ad un pubblico selezionato sulla base di diversi criteri: età, posizione geografica, sesso, lavoro, titolo di studio, situazione sentimentale, interesse verso determinate tematiche. Come per la campagna Display, anche su Facebook devi essere persuasivo, e convincere gli utenti ad interagire con la tua inserzione. Le possibilità di riuscire nel tuo intento aumentano quanto più profilato è il pubblico cui rivolgi le inserzioni: se sei una cantina di vini, ad esempio, otterrai una risposta migliore rivolgendo le inserzioni agli utenti appassionati di vino, piuttosto che mostrarli ad un pubblico generalista.
 
Un vantaggio di questo mezzo è senz’altro la possibilità di creare interazione tramite gli annunci, aumentando i “Mi Piace” e le interazioni della propria pagina Facebook aziendale. Uno strumento quindi che può rivelarsi buono non solo in fase di acquisizione, ma anche per la fidelizzazione della clientela, con cui è possibile instaurare un dialogo, chiaramente dedicandovi il tempo necessario.
 
LinkedIn ADS: lo strumento per il B2B
 
La piattaforma di annunci interna a LinkedIn è la più recente e, di conseguenza, quella che ha in dotazioni meno funzioni. Si rivela però particolarmente adatto per raggiungere prospect B2B: gli annunci sfruttano le informazioni inserite dagli utenti sul social network, utilizzandole per effettuare una profilazione dettagliata. Potrai quindi rivolgere gli annunci a persone che lavorano in un determinato settore, che sono iscritte a specifici gruppi tematici, o che occupano una posizione precisa all’interno di un’azienda.
 
Anche in questo caso la domanda è latente, e dovrai quindi essere capace di attirare l’attenzione del potenziale cliente, portandolo a compiere l’azione voluta, come visitare il sito e mettersi in contatto.
 
Gli annunci LinkedIn possono essere utilizzati dalle aziende anche per la ricerca di personale, in quanto il social network mette a disposizione una funzione apposita che invia le offerte via email alle persone in linea con il profilo che stiamo cercando.
 
Questa panoramica sulle campagne pay per click può esserti utile se hai deciso di destinare un budget per pubblicizzare i tuoi prodotti e servizi. Grazie ad una strategia corretta puoi abbattere i costi non misurabili delle campagne tradizionali (volantini, articoli su giornali locali, insegne stradali) e puoi veicolare traffico al tuo sito web, avendo così un riscontro immediato del tuo investimento.

 
Scritto da: Alberto Manara

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